lunedì 30 novembre 2015

E se volessi giocare... Spaghetti Western?

Eeeeeee... salve a tutti.
È il quarto articolo di questa rubrica, dove analizzo una serie tv, un videogioco, un romanzo o un film e cerco di capire in che modo potrei giocare un GDR a tema e quale gioco sarebbe meglio utilizzare.

Gli articoli fino ad ora pubblicati li trovate qua

Oggi non si parla di un'opera nello specifico, ma di un filone cinematografico ben preciso e canonizzato che spopolò nel quindicennio '64-'78: lo spaghetti western. Portato avanti da registri del calibro di Corbucci, Leone, Sollima e altri, si tratta del western all'italiana (e si sa che italians do it better), pulp sino al midollo e privo di quella vena patriottica che contraddistingueva il western tipicamente americano. Non dovendo abbracciare nessun mito della frontiera, utilizzato allora per giustificare lo stile di vita e la storia americana, i registi italiani potevano raccontare storie più sporche e violente, popolate da antieroi mossi da interessi personali ed egoistici, appellati con soprannomi altisonanti come Trinità, il Magnifico, Alleluja, Django. L'ambientazione è spesso e volentieri quella a cavallo tra States e Messico, caratterizzata da scenari polverosi, spogli e brutali, dove le pallottole volano con una velocità e una precisione sovrumane; e dove la fame d'oro è sempre la prima causa di morte.
Poster de La resa dei conti di Sollima con Lee Van Cleef

Nessuno si ricorda di Deadlands? Non è proprio nuovissimo, e non è nemmeno propriamente Spaghetti Western, però ha una certa attinenza con il discorso. Ambientazione uscita per diversi sistemi (sistema originale, d20, Gurps e un'ultima trasposizione per Savage Worlds), fonde in maniera intrigante western, horror e steampunk. Sicuramente un filino troppo sopranaturale per ciò che interessa a noi, ma comunque figo. Se vi interessa, vi rimando alla versione per Savage Worlds, a mio parere la migliore


Caratteristiche principali

Prima di gettarci nell'ideazione del gdr ideale, o nella scelta o modifica di uno potenzialmente indicato, è importante capire quali sono i punti salienti dell'opera che vogliamo giocare. Quindi, quali sono le caratteristiche principali dello spaghetti western?

Prima di iniziare con i classici punti di questa rubrica, aggiungiamo un po' di atmosfera. Fate partire il video e preparatevi ad un viaggio polveroso nella frontiera. 


Per un pugno di dollari e un po' di vendetta
Negli spaghetti western non c'è posto per eroi tutti d'un pezzo e buoni sino al midollo. I protagonisti dell'epopea western all'italiana sono antieroi che agiscono per interesse personale e quasi mai per una causa nobile o più grande. Ciò che muove le loro azioni è sempre l'oro, oppure motivazioni molto materiali come la vendetta o il riprendersi una persona rapita, che li porta a sporcarsi di sangue e a riempire i cimiteri con velocità disarmante. Gli eroi dello spaghetti western infatti non perdono tempo in lunghi monologhi, ma vanno direttamente al sodo. Bastano un paio di battute sagaci e ciniche e, BANG, hanno già estratto la pistola e ti hanno aperto un foro nel petto. 

Non c'è veramente tempo per gettarsi in divagazioni morali, come accadeva nel western vecchio stampo. Qua non ci interessa. Gli eroi italo-western non seguono una morale precisa, o almeno, non se questa non riempie loro le tasche. Dimenticatevi la classica distinzione tra buoni e cattivi, tra bianco e nero tipica del western classico, dove solitamente i cowboy erano i buoni e gli indiani i cattivi. Tutto in questa frontiera west all'italiana è a tinte grigie, e a volte è difficile capire chi sia il buono e chi il cattivo (il brutto, poraccio lui, lo riconosci subito). 

Questo però non vuol dire che i protagonisti siano malvagi o privi di scrupoli. Anche se tutto ciò che fanno lo fanno principalmente per un pugno di dollari, e anche se non si fanno problemi nell'infrangere la legge, gli eroi dello spaghetti western, a parte palesi eccezioni, non uccidono se non c'è davvero bisogno, non feriscono mai donne (tranne quando anche loro sparano), bambini o inermi in generale e non si comportano mai in maniera disonorevole. Non provano quasi mai piacere nell'uccidere, e perennemente sulla sottile linea tra bene e male, tra legge e crimine, seguono un codice morale tutto loro. Avete presente? Sono il migliore in quello che faccio, ma quello che faccio non sempre è piacevole. 

Ultimo e fondamentale elemento, l'eroe del western italiano è sempre un eroe solitario, spesso e volentieri uno straniero senza nome e dagli occhi di ghiaccio, misterioso e indecifrabile, di cui non conosciamo quasi niente: sappiamo che ha un obiettivo e sappiamo qual'è, ma non sappiamo i perché; esattamente come non sappiamo il suo nome (solo soprannomi altisonanti come Trinità o il Biondo), la sua provenienza, se ha avuto moglie o figli, se ha dei fratelli o com'è stata la sua infanzia. Tutto ciò che sappiamo di lui è legato al presente e al percorso sanguinario che lo aspetta. 
Django (Franco Nero) durante la famosissima scena del massacro con la gatling gun

Il mondo è sporco e violento
Un'altra enorme differenza tra western classico e western italiano è il mondo attorno ai protagonisti. Se nel western americano avevamo paesaggi immensi e mitologici, che dovevano esaltare la grandezza della nazione con la loro carica meravigliosa, nello spaghetti western tutto è ridotto a una realtà misera e desolata. È tutto un susseguirsi di deserti ardenti e villaggi desolati, quasi sempre messicaneggianti e quindi lontani dai luoghi dell'epopea western classica, strade sporche e polverose, saloon poco raccomandabili, miserabili attaccati ai loro vizi, predicatori razzisti e fornicatori, prostitute sifilitiche e militari che abusano del loro potere.

Per dare un'idea della fauna di questo mondo polveroso, dove le balle di fieno rotolano in piena città, basti citare il vecchio becchino de Un Pugno di Dollari. Un vecchietto magro sempre indaffarato a lavorare casse da morto e a prendere le misure dei futuri clienti. 

È stato detto che il mondo dello spaghetti è più realistico di quello classico, ma a ben vedere non è così. È uno western esagerato, tutto focalizzato verso la decadenza e dove, giusto per ribadirlo, il bene e il male sono concetti relativi. Non sono i grandi ideali a muovere gli uomini, ma l'interesse. E infatti, tutti i personaggi che popolano i tanti paesini sperduti e dimenticati da Dio sono mossi da obiettivi molto egoistici e materiali. A differenza del protagonista o dei protagonisti, però, questi abbietti personaggi non si fanno scrupoli e non esitano a usare la violenza più per piacere che per vera necessità. Torturano, sgozzano, stuprano. 

Volente o nolente, l'eroe riuscirà, tramite le sue azioni e spesso come effetto collaterale, a sventare i loro piani e a lasciarli sanguinanti in mezzo alla via maestra. C'è quindi un certo schema: si dà una situazione incasinata e violenta, dove ci sono in ballo interessi contrastanti e molto egoistici, e ci si inserisce un eroe risoluto nel perseguimento dei suoi obiettivi. Quello che ne viene fuori è una carneficina.
Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile
Dovessimo scegliere un motto che accompagni i protagonisti degli spaghetti western sarebbe: be quick or be dead (sii veloce o sei morto). Per raggiungere i propri sporchi obiettivi, gli eroi devono compiere azioni altrettanto sporche, che nella maggioranza dei casi trovano la loro apoteosi nello scontro violento, quasi sempre a fuoco, dove o sei rapido con la pistola o finisci nella fossa. 

Qualcuno ha scritto che le sparatorie dello spaghetti western ricordano l'epica dello scontro tra Achille ed Ettore. Ci sono sempre due forze contrastanti, mosse da interessi reali e tangibili: la conquista di qualcosa, sempre. Questo duello però non è giocato su un continuo menare di fendenti, ma su un crescendo di sguardi tesi e perforanti, di mani che lentamente scendono alla fondina per carezzare il manico della pistola, sino ad arrivare al culmine: movimenti rapidi, impercettibili, e uno sparo. Un colpo per colpire il cuore e, raramente, un secondo per finire l'avversario. Tutto finisce così, velocissimo. E se non è un duello, ma un triello (come quello leggendario che conclude il Buono, il Brutto e il Cattivo), le cose cambiano poco. E ovviamente, una storia che si rispetti deve sempre strutturarsi in un crescendo che culmini nel duello finale. 

Non mancano anche scontri più lunghi, magari contro più avversari. Se sono pochi, dai tre ai quattro, il risultato è simile a quello del duello sopra descritto. Se sono molti di più, beh, le cose cambiano un poco. Ci si ripara dietro a qualche cassa e si riempiono le bare con calma, oppure si fa ricorso a qualche arma di grosso calibro (vedere la foto Django poco più su). Le scazzottate anche non sono rare (qualcuno ha detto lo Chiamavano Trinità?), così come coltellate o altri mezzi, ma di sicuro la 6 colpi è l'arma più utilizzata in assoluto. Il risultato comunque è solo uno: una scia enorme di cadaveri e morti ammazzati. 

Giusto qualche stereotipo
Esattamente come il western classico, anche lo spaghetti western ha i suoi stereotipi. Oltre al classico saloon frequentato da bari, ubriaconi e prostitute, e la solita cittadini messicaneggiante sperduta nel nulla, ad essere ricorrenti sono le tipologie di personaggi. Non può mancare il cacciatore di taglie, spesso nel ruolo del protagonista, così come non mancano sceriffi e aiuti-sceriffo, banditi spesso messicani, ricchi banchieri con i loro scagnozzi al soldo, predicatori fanatici o disillusi, ex soldati della guerra civile, allevatori caduti in disgrazia, ricche ereditiere ciniche, fattori messicani impoveriti e sottomessi e tutta una serie di disgraziati poveri e piegati dal fumo, dalla malattia e dall'alcool.
Giusto per non dimenticare che lo spaghetti western ha dato vita anche a famosi titoli videoludici 

Cosa dovrebbe avere un gioco ideato da zero

Per prima cosa, dato che parleremo di storie di eroi solitari, vogliamo avere momenti di player versus player oppure preferiamo seguire storie separate? Questo è importante, perché impatterà su tutte le meccaniche a seguire. Inoltre, vogliamo una campagna lunga e complessa, oppure tante avventure collegate a formare un'epopea? Io qui farò una scelta, ma non è obbligatoria. Se state progettando un gioco in stile spaghetti western potete prendere la scelta opposta, l'importante è che siate consapevoli di ciò che fate. 

Dunque, io scelgo di avere storie rapide, al massimo di 2 o 3 sessioni, ma anche di 1, dove il player versus player potrebbe essere all'ordine del giorno. Non ha assolutamente senso il party unito, ma ciò non vuol dire che i personaggi non possano collaborare per un certo periodo. Ciò che voglio però è che abbiano obiettivi contrapposti, quindi il tutto deve partire con il settaggio della campagna. 

Mi piacerebbe che i giocatori (eventuale GM incluso) decidessero una o più poste della partita. Se dovessi davvero progettare un gioco simile, setterei delle poste fisse tra qui scegliere: "riscuotere una grossa taglia", "trovare un tesoro sepolto", "ottenere una cocente vendetta". Chiaramente, tutte le pose dovrebbero essere contraddittorie tra di loro o dovrebbero dare vita a dei triangoli pericolosi, dove png invisi a un personaggio principale sono invece protetti da un'altro personaggio principale. 

Per quanto riguarda la creazione del personaggio, tutti sarebbero dei pistoleri o comunque dei personaggi cazzutissimi che lottano per uno scopo. Oltre a scegliere una mini categoria (ex soldato, sceriffo, cacciatore di taglie, bandito, mercenario, ecc.), che magari dona particolari legami con png più che alcune capacità particolari, non stonerebbe un sistema in stile "approcci" del Fate. Sto pensando a cose come freddo, violento, strambo, ingordo, che come tradizione degli approcci, indicherebbero in che modo il personaggio fa le cose e non cosa sa fare. Pensateci, parliamo di gente con abilità più o meno simili.; non ci interessa sapere se sanno sparare e quanto bene sanno farlo, ma come lo fanno. E non ci interessa nemmeno molto la loro storia, a dire la verità. Sarebbero stranieri misteriosi. 

Per quanto riguarda i conflitti, io ne vedo di tipi diversi. Sicuramente ci sono i conflitti fisici, tra cui spiccano gli immancabili duelli con il revoler o il fucile, che gestirei in due maniere diverse. I conflitti standard, tanto fisici che sociali (non farei differenza) dovrebbero sempre avere implicazioni violente. Non sarebbe male un sistema di poste pre-fatte: ammazzare, ferire, convincere con la forza e le minacce, convincere con la menzogna, convincere con una proposta allettante o cose simili, magari associate agli "approcci".

Come sistema casuale non userei i dadi, bensì le carte da poker. Insomma, che western sarebbe senza le carte da poker? Amerei alla follia un sistema ispirato al poker, specialmente per i duelli ma va bene anche per gli altri conflitti. Non si arriverebbe mai al sodo sin da subito, ma si blufferebbe e punterebbe, in modo da avere quella tipica tensione tra i duellanti, fatta di occhiate gelide e sudore che cala sulla fronte.E poi Bang, si cala e i colpi esplodono: qualcuno morirà, qualcuno vincerà. Si potrebbe anche estendere il tutto a più mani, in modo da rendere la tensione ancora più palpabile e creare vantaggi. L'ultima mano sarebbe quella dove si spara il colpo mortale. Niente punti ferita, non avrebbero granché senso nel contesto. Come abbiamo detto, gli scontri a fuoco finiscono con un colpo. 

Chiaramente, per evitare di avere pg che muoni da subito contro altri pg o png, si potrebbero avere dei trucchi, tipo legami o cose a cui rinunciare per vincere comunque il conflitto o uscirne vivo in qualche modo. Inoltre, per avere scontri pg vs pg davvero carichi, si potrebbe inventare un sistema di conteggio per cui due o più pg possono farsi la pelle per davvero solo verso la fine della partita. Epicness! E la cosa sancirebbe in qualche modo anche la fine dell'avventura, perché il contattore sarebbe tematico e spingerebbe gli eventi a muoversi verso il finale epico. 

Un sistema come questo sottintende avversari (png) che a loro volta vogliono qualcosa (magari la stessa cosa che vuole qualche pg) e sono disposti ad ottenerla ad ogni costo, magari anche assoldando un'altro pg. Dato che lo scontro finale lo avremmo tra i pg, i png, anche importanti, non andrebbero protetti in nessun modo. Se muoiono per un colpo sin da subito, chissene, vediamo come evolve la vicenda. 

Ecco, la vicenda, La situazione va costruita: inserendo sia png da odiare che png da amare, dando vita al paesino o ai paesini che faranno da scenario, popolati da gente strana e in qualche modo viziosa e violenta. Non può mancare il saloon. 

Alla fine della fiera, almeno un pg deve morire. Oppure potremmo avere diversi finali, ossia trigger di chiusura. Per chiudere la partita e quindi finire la mini-campagna si devono ottenere determinate cose in fiction, tipo: "rimane vivo solo un pg", "uno o più pg raggiungono in qualche modo i loro obiettivi", "uno o più pg rinunciano al loro obiettivo" e cose del genere. 

Una volta finita l'avventura, la campagna è terminata. Se ne comincia un'altra oppure tutto finisce li, con l'epico duello finale a sancire la fine del divertimento. 


Quali giochi usare o adattare

Siamo troppo pigri o non abbiamo il tempo per costruirci un gioco tutto da zero? Niente paura, di seguito vi propongo qualche titolo abbastanza azzeccato, che potrete usare al naturale o dopo una serie di modifiche.


Il Mondo dell'Apocalisse (lo trovate qui):
L'impostazione è abbastanza ottimale, ma ci sarebbero da fare alcune modifiche sostanziali. Perché ottimale? Beh, perchè il gioco parla di un mondo fottuto dove vige solo la legge del più forte, dove bande di predoni sconquassano i pochi avamposti abitati e dove pistoleri solitari lottano per i loro obiettivi. Il grosso problema è che tutte le regole puntano verso l'approccio post apocalittico, quindi spetterebbe a noi modificare i libretti e alcune mosse per ottenere qualcosa di più affine al genere.

A parte questo, lo schema del gioco fa abbastanza al caso nostro. Spinge abbastanza sul pvp, gli scontri a fuoco non sono per niente lunghi e la fauna di disperati attaccati ai loro vizi esce fuori con estrema naturalezza. Il problema sono le mosse e i libretti, rigidissimi e quindi da modificare.

Fattibile, ma per adesso è un consiglio a metà. Fatelo se volete, ma fossi in voi eviterei. 
------------------------------------------------------

Dust Devils (lo trovate qui):
Chiaramente e senza preamboli, Dust Devils è il gioco più indicato tra quelli proposti. Si propone di ricreare storie nel vecchio west e lo fa in maniera non troppo dissimile da come ho descritto il gioco che farei io. Per prima cosa, usa le carte da poker e le fishes, esattamente come avevo proposto io, ha un sistema leggero atto a descrivere chi sono i personaggi e non cosa sanno fare, e dà ad ognuno di loro un "diavolo", un obiettivo dannato e maledetto che li guida e li divora. Cazzo, non è perfetto?

Chiaramente il gioco non è pensato per fare solo ed esclusivamente spaghetti western, va benissimo anche per altri tipi di western, però l'ispirazione Leoniana si vede tantissimo. Inoltre, alla fine del manuale ci sono dei consigli su come giocarci qualcosa di affine alla Trilogia del Dollaro di Leone.

Consigliatissimo; per ora il migliore per i nostri scopi.
------------------------------------------------------

Blood & Honor (lo trovate qui):
Si, lo so che si tratta di un gioco che parla di Samurai, ma prima di mandarmi a quel paese sappiate che il genere Chambara e quello degli Spaghetti Western sono così simili che possiamo tranquillamente utilizzare Blood & Honor per giocarci i cowboy. Ovviamente, per farlo dovremmo modificare alcuni elementi di ambientazioni e cambiare il tono del regolamento, ma non credo che dovremmo svenarci più di tanto.

------------------------------------------------------
Fiasco (lo trovate qui):
Fiasco è un gioco senza master, imbattibile nel creare storie di colpi magnifici e grandi egoismi che finiscono in tragedia. Esistono miliardi di scenari da giocare, tra cui, ci scommetto, almeno una dozzina di western. È abbastanza buono per i nostri scopi, e anche se non otterremmo le storie epiche tipiche del genere, ne avremmo una specie di parodia grottesca ma comunque validissima. Considerando poi che tutto si risolve in una singola serata, direi che l'espertimento lo si può fare tranquillamente.
-------------------------------------------------------

21 Guns (lo trovate qui):
Avete presente quella bellissima saga fantasy-western che porta il nome di la Torre Nera ed è firmata Stephen King? Ecco, 21 Guns è un powered by the apocalypse di due pagine che vuole raccontare esattamente una storia simile. Ok, magari non sarà propriamente spaghetti western, ma ci si avvicina maledettamente. L'unica cosa che stona è che i nostri pistoleri (gli ultimi dei 21 grandi pistoleri) non seguono degli obiettivi egoistici e materiali, ma sono in missione per conto dell'ultimo re di Cydonia. Il loro compito è trovare un antico artefatto e salvare il regno. 

Consigliato se vi piace la Torre Nera, ma di sicuro si potrebbe modificare per farci qualcosa di più spaghetti western. 
-------------------------------------------------------

Ravendeath (lo trovate qui):
Se volete giocare una storia in stile Django (quello di Corbucci), Ravendeath è perfetto. Dato che si focalizza su storie di vendetta, come quelle alla Kill Bill o il Corvo, e parla di eroi maledetti e potenti che inseguono un obiettivo che li consuma dentro come un fuoco, e che ovviamente si lasceranno dietro una caterva di morti, è veramente ottimo. La vendetta è infatti una delle motivazioni principali degli eroi dello spaghetti western, esattamente come Django.
-----------------------------------------------

Cosa ne pensate?

Chiudendo l'articolo, voi cosa ne pensate? Cosa dovrebbe avere un gioco sugli spaghetti western n per essere davvero efficace? Quale gioco esistente, anche diverso da quelli proposti, usereste? Fatemelo sapere nei commenti