mercoledì 8 marzo 2017

E se volessi giocare... Gangster Movies?

Benvenuti picciotti.
Questo è il ventiseiesimo articolo di questa rubrica, dove analizzo una serie tv, un videogioco, un romanzo, un film, un fumetto o un genere per capirne la struttura narrativa, consiglio giochi esistenti per giocare la stessa tipologia di storie e suggerisco qualche idea per crearne uno da zero.

Gli articoli fino ad ora pubblicati li trovate qua.



Oggi si parla di un genere che, a differenza di quanto possa trasparire dal nome che ho scelto, non è puramente cinematografico ma anche letterario, fumettistico, videoludico, telefilmico. Parliamo del genere Gangster, reso immortale da capolavori come Nemico pubblico, Scarface, la serie de Il padrino, Donnie Brasco, Le Iene, il capolavoro assoluto C'era una volta in America e molti altri. In Italia il buon nome del genere viene portato avanti da opere come Romanzo Criminale (romanzo, film e serie), Gomorra (film e serie), Suburra e qualche altra.

Data la sua lunga storia, partita addirittura con il cinema muto, il genere si è trasformato più volte, e pur parlano sempre di violenti criminali, ha abbracciato stili, tematiche e intenti diversi. Per quanto riguarda questo articolo mi focalizzerò sullo schema più classico, quello che, tipico di opere come Scarface, parla dell'ascesa e della caduta di uno o più criminali. Questi partono come umili malviventi per poi scalare le gerarchie e diventare i capi, sino alla tragica caduta nel finale. 



I punti salienti di un'opera sono ciò che la rende unica e diversa da tutte le altre. Sapere quali sono i punti salienti dei Gangster Movies è fondamentale, se vogliamo capire come giocarlo al meglio.

Ascesa e caduta di un poco di buono

Prendiamo come esempio principe Scarface, perché rappresenta il gangster movie più classico. C'è un malvivente che parte come un signor nessuno e lentamente si fa strada nella gerarchia di qualche gang o famiglia criminale. È bravo, violento, ci sa fare, e ben presto, con un colpo di mano, più che di fortuna, riesce a raggiungere il vertice e diventare il boss dei boss. Il sogno americano che si realizza. La sua ingordigia e le inimicizie create durante la scalata, però, lo porteranno ben presto sull'orlo del precipizio, e infine a una caduta roboante degna di una tragedia shakespeariana. Questo è lo schema principale, che un gioco di ruolo sul genere dovrebbe tentare di ricalcare.

Altri film, come quelli della saga de Il Padrino, mostrano personaggi già arrivati al potere che tentano di conservarlo o espanderlo. La caduta è quasi sempre presente. 

Personaggi dai grandi appetiti

I personaggi principali del genere hanno tutti quanti grandi e brucianti ambizioni. Non si accontentano di ciò che hanno, vogliono sempre di più e sono disposti a tutto pur di averlo. Questa loro ingordigia li porterà a fare terra bruciata dietro di se, creando inimicizie, sacrificando legami e cose care. La scalata al potere li trasformerà, anche per via dei loro istinti incontrollabili.  

La figura del gangster

La figura del gangster cambia in base alle epoche. Agli albori del genere e per tutti gli anni '30 e '40 i gangster vengono visti come folli privi di controllo, mentre con la rinascita del genere nei '60-'70 il gangster cambia. È una specie di uomo d'affari senza scrupoli, un abile calcolatore pronto a tutto pur di raggiungere il successo, diventando così l'incarnazione del dinamismo amorale. C'è però di più, ossia una certa visione romantica del gangster, come di un ribelle che si oppone alla società, ponendosene all'esterno, vivendo così in u vero e proprio stato nello stato.

Ovviamente, nel genere classico il tipico gangster ha origini e cognome italiani, oppure, più raramente, irlandesi. Quando si ambienta ai giorni nostri, invece, il genere tende a preferire un'ambientazione messicaneggiante, spesso legata ai cartelli della droga. Non sono rari film con gangster orientali, di solito cinesi o giapponesi, mentre in Italia le gang più gettonate hanno origini napoletane o romane.


Escalation di violenza

Il mondo in cui si muovono i gangster è un mondo cattivo e spietato, dove ogni azione è filtrata da comportamenti violenti forieri di conseguenze ancora più brutali. Se un gruppo di gangster va a parlare con un altro gruppo di gangster per sistemare delle questioni, è quasi obbligatorio ci scapperà il morto. Le escalation di violenza sono all'ordine del giorno, ed è facile che un diverbio si trasformi in qualcosa di più sanguinoso, complice lo scarso controllo degli impulsi del gangster tipico, sempre pronto a farsi prendere dalla vendetta o dalla furia. Non ci si parla, in questo mondo. Si intima. Non ci si rubano le cose, ci si accoltella per prenderle. Non ci sono scontri a fuoco, ci sono esecuzioni. 

La famiglia tra faide, vendette e amori violenti

I legami tra gangster sono legami mai neutrali. Ci sono gli amici per la pelle, ma che segretamente possono tradirsi. Ci sono odi totali, vendette, ritorsioni e amori morbosi per le donne di qualche altro gangster. Quello dell'amore è un tema ricorrente. C'è sempre un interesse amoroso (tipicamente una donna) che fa perdere la testa al protagonista, ma quest'amore è proibito e pericoloso e tenderà a ficcarlo nei guai. Quello che conta davvero più di tutto, al di la di questo, è la famiglia, che per i protagonisti e l'ambiente che li circonda ha un valore immenso, sacro e intoccabile. Un mito costruito per mantenere il potere. Durante la storia, la famiglia viene generalmente fatta a pezzi, e i legami, forzati, si sfaldano. 

Quella giungla chiamata metropoli

La città è, per i gangster di queste storie, una giungla senza regole, dove muoversi a proprio agio. La città è lo scenario perfetto perché rappresenta un luogo vitale e in continuo mutamento, fatto di lussi e possibilità che aspettano colui capace di afferrarli, ma anche un luogo di perdizione e immoralità, privo di barriere etiche e sociali e pronto a schiacciare coloro troppo deboli per difendersi da soli. Quella che a noi spettatori viene mostrato è l'anima nascosta della città, una città nella città, con le sue regole, i suoi capi e i suoi pericoli.

Proprio per questo è bello notare come le varie storie di gangster varino in base allo scenario urbano che le fa da sfondo, come se la città fosse in parte protagonista essa stessa. E così la Boston di The Departed reagisce e ferisce in maniera diversa rispetto alla Napoli di Gomorra o alla Miami di Scarface. Cambiano le morali, gli intrighi, i poteri forti e la cultura dominante, tutte cose che giocano un ruolo chiave nelle storie dei gangster. Detto questo, ci tengo a far notare che una storia di gangster potrebbe funzionare benissimo anche in contesti slegati dal solito color a cui siamo abituati. Vedreste così male una storia di gangster nei Forgotten Realms






Di seguito troverete un elenco di punti che, per me, dovrebbero caratterizzare un gioco ideale sui Gangster Movies.

  • Personaggi ambiziosi e disfunzionali: l'ambizione dovrebbe avere un peso meccanico, esattamente come i bassi istinti dei PG. Questi potrebbero venire tentati in stile "tentazioni" del Fate oppure funzionare meccanicamente in un altro modo, con altri giocatori che acquisiscono autorità sul personaggio per determinati periodi.
  • Gestione dell'ascesa e della caduta: mi piace l'idea di usare dei contatori,oppure dei trigger che spostano il flusso di gioco, in modo da percepire direttamente l'ascesa dei personaggi e poi la loro caduta, magari con eventi particolari, anche casuali. 
  • Creazione di un mondo violento: lo spunto ideale potrebbe essere "apocalypse world", le cui mosse forzano la fiction a ricreare un ambiente violento. Quest'idea è ottima e si potrebbe riadattare ai nostri scopi, ma esistono anche altre possibilità, come arene di conflitto prefissate che spingano verso la violenza e l'escalation violenta. 
  • Legami disfunzionali: i legami sono importanti, ma non sono quasi mai funzionanti e sani. Questo potrebbe inserirsi in gioco in vari modi, con legami che funzionano da problemi oppure con legami scritti a monte già disfunzionali. 
  • Una città da esplorare: la città dovrebbe avere enorme peso. In questo, giochi come Urban Shadows possono dare degli spunti. L'idea è che la città sembri viva, inserendosi in modi peculiari nelle vicende dei protagonisti. Mi viene in mente la possibilità di trattare la città come fosse un personaggio vero e proprio. 




Siamo troppo pigri o non abbiamo il tempo per costruirci un gioco tutto da zero? Niente paura, di seguito vi propongo qualche titolo abbastanza azzeccato, che potrete usare al naturale o dopo una serie di modifiche.

Fiasco - lo trovate qui
Autore: Jason Morningstar
Numero giocatori: 3-5
Durata: 1 sessione
Lingua: italiano, inglese
Tipologia: masterless, freeform, diceless
Fiasco è uno dei migliori giochi per one shot mai scritti, uno di quelli facilmente proponibili a un pubblico vasto, anche a chi non sa nulla di giochi di ruolo. Ispirandosi a film come quelli dei fratelli Cohen, la sua struttura è perfetta per il genere gangster, dato che parla di personaggi con grandi ambizioni ma un pessimo controllo degli impulsi; in una partita tipo è possibilissimo giocare l'ascesa e la caduta di uno o più gangster, e infatti esistono scenari (playset) basati proprio sulle storie di gangster. Date un'occhiata qui per cercarli.

Come funziona il gioco? Ogni giocatore crea il personaggio e lo lega agli altri in base al playset scelto, che spinge verso le tematiche giuste. Le scene si svolgono in maniera freeform, con il giocatore principale della scena che sceglie se impostare la scena o deciderne l'esito finale. Questa scelta farà accumulare dadi di vario colore, che andranno tirati a fine partita per decidere le sorti del proprio personaggio. La semplicità non deve trarre in inganno, perché Fiasco è un gioco più profondo di quanto sembri ed è capace di regalare emozioni forti.


Piombo - lo trovate qui
Autore: Daniele Lostia
Numero giocatori: 4
Durata: 1 sessione
lingua: italiano
Tipologia: masterless, soft-rule
Il piombo vola tra le strade di Roma, in questo romanzo criminale ludico ispirato fortemente alla storia della banda della Magliana. Piombo permette di giocare l'ascesa e la caduta di una banda criminale di Roma, creando un criminale fittizio che cercherà di scalare le gerarchie. Ogni giocatore a turno gioca il suo furfante, mentre quello davanti a lui veste i panni dello sbirro, ossia colui che dovrà rendergli la vita difficile. Gli altri giocatori collaborano a creare tutti gli altri personaggi, giocando nel ruolo di Cricca e Famiglia. Tutta la partita è divisa in due fasi: una di scalata e una di rovinosa caduta. Ovviamente, per dare ancor di più l'idea di trovarsi a Roma, tutti al tavolo dovranno interpretare i personaggi utilizzando un improbabile accento romano. Da regole.
Una ricolorazione del gioco per giocare gangster di altre città e nazionalità, magari gangster americani, yakuza o altro, non dovrebbe essere particolarmente difficile. 




Blades in the Dark - lo trovate qui
Autore: John Harper
Numero giocatori: 3-6
Durata: dalle 5 alle 20 sessioni
Lingua: inglese
Tipologia: con master, crunchy,
Ispirato tantissimo ai videogiochi Thief e Dishonored, Blades in the Dark getta i giocatori nei panni di ladri e assassini in una scalata violenta al potere. L'esperienza che si vive è quella tipica di giochi come Grand Theft Auto: si parte come piccolo gruppo, per poi espandersi alla conquista di territori e ricchezze. Meccanicamente si rifà molto alla struttura dei Powered by the Apocalypse, ma con modifiche così pesanti che non lo fanno rientrare all'interno dei PbtA. Si gioca per gestire i propri territori, diventando mano a mano sempre più potenti e attirando attenzioni di indesiderati e pericolosi rivali, con regole per i colpi criminali, gli esperimenti alchemici e altre diavolerie.

Nonostante il color sia sicuramente un fantasy steampunk con magie e strane tecnologie, si può ricolorare per giocare classiche storie di gangster metropolitani, e infatti esiste una hack ufficiale, Blood on the Streets, scritta dallo stesso autore e basata sulle storie di gangster italiani degli anni '70.
L'unica, piccola pecca è che nella struttura del gioco non è presente la "caduta" dei criminali, Certo, può avvenire, ma è una possibilità e non la norma. Per il resto è perfetto e potrebbe piacere a chi cerca giochi da campagne lunghe, con regole più numerose e dal sapore classicheggiante. Per me uno dei giochi migliori degli ultimissimi anni.


Cartel - lo trovate qui
Autore: Mark Diaz Truman
Numero giocatori: 3-6
Durata: 5+ sessioni
Lingua: italiano, inglese
Tipologia: con master, pbta, crunchy
Avete presente telefilm come Breaking Bad, Narcos o The Wire In Cartel i giocatori interpretano personaggi che operano all'interno del cartello messicano della droga; gente come narcos, cocineros, sicarios e altri, alle prese con lo spaccio, la polizia e la guerra per il potere. Il gioco è un pbta, ovviamente con modifiche ad hoc per focalizzarsi meglio sulla fiction di riferimento, come per esempio un rapido contatore di dollari. Tutte le mosse base danno l'idea di spingere i giocatori a comportamenti mafiosi, violenti e omertosi. Bellissima la mossa run into la policia, più difficile se il nostro PG trasporta droga, cadaveri oppure ha grosse armi con se. Per il resto, non ha una struttura forte basata sulla scalata al potere e la caduta, ma di sicuro il gioco non ostacola in nessun modo questa possibilità.



King of the City - lo trovate qui
Autore: Alessandro Piroddi
Numero giocatori: 2-4
Durata: 2-5 sessioni
Lingua: italiano, inglese
Tipologia: masterless, soft-rule, competitivo, strategico
Veloce e semplice gioco masterless privo di un setting fisso, King of the City pone i giocatori l'uno contro l'altro alla conquista di un regno, impero o... città, cosa che non vieta in alcun modo di interpretare boss del crimine che si scontrano per avere il controllo di una città o di un cartello. La meccanica principale è basata sugli scacchi, con particolari scacchiere per 3 e 4 giocatori qualora si giocasse in più di 2. Il gioco è fortemente competitivo, e porta i giocatori a combattere affinché il proprio personaggio raggiunga la vetta, per poi magari vederlo sprofondare subito dopo per via del suo scarso controllo degli istinti. Appare subito chiaro come l'approccio sia decisamente in tema con i Gangster Movies.



Altri giochi
Ecco infine qualche altro gioco utile allo scopo dell'articolo, ma che per vari motivi ho deciso di non consigliare in maniera approfondita.
Bootleggers, sull'ascesa di una gang che spaccia alcohol durante il proibizionismo.
Undying, gioco diceless che parla di lotte tra vampiri per l'ascesa al potere, e che con un po' di lavoro può essere ricolorato per giocare gangster.


Chiudendo l'articolo, voi cosa ne pensate? Cosa dovrebbe avere un gioco sui Gangster Movies per essere davvero efficace? Come creereste un gioco dedicato? Quale gioco esistente, anche diverso da quelli proposti, usereste? Fatemelo sapere nei commenti.